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Perché realizzare una “Casa delle Farfalle”


  • Per ricreare spazi naturali dove tutti possono ammirare dal vivo le farfalle più belle del mondo.
  • Per avere vicino a casa un luogo straordinario, dove osservare la vita di insetti tra i più belli per eleganza, forme, disegni e colori.
  • Per creare un laboratorio in cui tutti - scienziati, studenti, appassionati e visitatori - possano facilmente avvicinarsi ad ecosistemi e a creature uniche.
  • Per contribuire a migliorare e conservare l´ambiente e, attraverso l´esperienza diretta, aumentare la nostra consapevolezza verso la natura e le sue regole.
  • Per produrre un modello nuovo di museo, in cui uno degli elementi essenziali è il benessere delle creature ospitate.
  • Per favorire un´ “economia sostenibile”, nell´ottica di un corretto rapporto tra l´uomo e la natura, sia nel luogo in cui la Casa è realizzata che in quei Paesi lontani da cui provengono piante ed insetti che la abitano.

Dai fondamenti sopra enunciati, sulla profonda passione per la natura e l´entomologia (lo studio del mondo degli insetti), che Enzo Moretto, naturalista entomologo, pensò di realizzare la prima Casa delle Farfalle, intesa in senso moderno.

In Inghilterra si ebbero i primi tentativi di ricostruire un ambiente tropicale in cui potessero essere ammirate dal vivo le più belle farfalle del mondo. I lepidotteri potevano volare in un giardino costruito tutto per loro, in cui potevano accedere anche le persone.

Il primo progetto fu realizzato nell´isola di Guernsey, nel Canale della Manica, dove l´abbandono delle coltivazioni di pomodori - per effetto della crescente concorrenza olandese - aveva lasciato serre di vetro disponibili per altri usi. Inoltre, il clima favorevole del luogo, mitigato tutto l´anno dalla Corrente del Golfo, rendeva possibile il mantenimento della Casa senza eccessivi problemi di costi energetici. David Low, il suo ideatore, per interpretare questa avventura cercò fra gli amici entomologi qualcuno disposto a seguirlo in quella che al tempo era ritenuta un´impresa alquanto stravagante. Accettarono la sfida Clive Farrel e Jan Wallace. Lo stesso Farrel, alla fine degli anni ´70, fondò l´ormai storica “Butterfly House” del Syon Park a Londra.

Dopo il successo londinese, le Case per le Farfalle si moltiplicarono sia in Inghilterra che in altri Paesi: le difficoltà operative e l´elevato costo di realizzazione e gestione ne limitarono però la proliferazione e la sopravvivenza. Nonostante ciò, queste iniziative oggi si incontrano in molti dei paesi industrializzati e rappresentano il richiamo fondamentale di importanti strutture zoologiche, botaniche, museali, universitarie e ludiche di tutto il mondo.

Nel 1985, in Italia - e più precisamente a Montegrotto Terme, in provincia di Padova - prese corpo la realizzazione del primo progetto di Casa delle Farfalle. L´apertura al pubblico si ebbe nel 1988 e la struttura riscosse da allora un successo crescente. Non vanno comunque nascoste le iniziali difficoltà legati allo scarso interesse nazionale per questo tipo di iniziative; per contro, in altri Paesi una maggior sensibilità nei confronti di queste iniziative ha creato da subito presupposti migliori alla realizzazione di queste strutture.

In Italia, oltre alla storica Casa delle Farfalle di Montegrotto Terme e a quella di Bordano, vanno menzionate altre due importati strutture: quella di Monteserra, alle pendici dell´Etna, e quella di Cervia.